L’Ora numero 19 – Flipbook

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Descrizione

Dobbiamo il nome – e il concetto – di democrazia agli antichi greci: démos significa popolo e krátos potere.
Ad Atene e in altre città, tutti i cittadini erano chiamati a decidere attraverso un’assemblea legislativa e le cariche elettive erano ricoperte in base al sorteggio. Una forma di democrazia diretta molto diversa da quella contemporanea di cui facciamo parte, basata sulla rappresentanza. Siamo abituati a considerarla come la miglior forma di governo possibile – o la peggiore tranne tutte le altre, come diceva Churchill – eppure, spesso, la confondiamo con la dittatura della maggioranza, o con la libertà di fare o dire ciò che si vuole. Su questo numero cerchiamo, innanzitutto, di capire come funziona la nostra democrazia e come si è evoluto il quadro politico-rappresentativo, attraverso il voto, negli ultimi cinquant’anni (Comune per Comune).
La democrazia, tuttavia, permea molti altri ambiti della nostra vita, con le sue regole, i suoi limiti, le sue esigenze: dalle reti sociali alla giustizia, passando attraverso le chiese. La democrazia nella Chiesa valdese meriterà un numero a sé, ma non dimentichiamo che la regola benedettina (che ancora oggi ispira il monastero di Pra ‘d Mill) è stata considerata un laboratorio di democrazia. E democratico, il più possibile, dev’essere il consumo della risorsa idrica in agricoltura, attraverso i consorzi irrigui.
Luminose figure legate al nostro territorio hanno rischiato la vita in epoche in cui la democrazia non esisteva, affinché i popoli potessero autodeterminare il proprio destino: ricordarlo non può che aiutarci a trattare con più rispetto, considerazione e conoscenza la nostra democrazia.

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