L’ora numero 17 – Cartaceo

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Descrizione

Noi non ce ne accorgiamo, perché ci viviamo. Ma la nostra terra, vista da fuori, è contornata da un alone di mistero.
Le ragioni sono tante. Geomorfologiche, innanzitutto: la rocca di Cavour o il Monviso hanno caratteristiche davvero peculiari, mentre la Val d’Angrogna è stretta e aspra. Inoltre, ci sono motivi storico-culturali: la nostra è una terra di confine, al contempo chiusa a protezione della sua
identità e aperta al mondo, storicamente contesa tra Francia e Piemonte, in cui ha trovato rifugio un popolo-chiesa più caparbio dei suoi persecutori. Non è difficile capire, perciò, perché da Bobbio a Garzigliana, da Bagnolo a Pinerolo, abbiano avuto origine tante storie e siano fiorite tante leggende. Ancora oggi le Valli valdesi sono visitate da persone alla ricerca del mito: chi vuole vedere il pulpito da cui predicò l’apostolo Paolo e chi, con più possibilità di successo, desidera ammirare la Bibbia tradotta da Olivetano, straordinaria (e concretissima) impresa editoriale cinquecentesca.
I nostri tesori non appartengono solo al passato: li troviamo, oggi, nel piatto e nel bicchiere, oppure nelle viscere della montagna (non oro ma pietra, comunque preziosa), all’interno di chiese e musei o nell’ambiente che ci circonda. Ci sarà un motivo se dei pirati moderni, che lottanoper la difesa della natura, hanno lasciato i sette mari per stabilirsi qui.